OLIVO

ulivo-albero

L’olivo o ulivo, Olea Europea,  è un albero da frutto che si presume sia originario dell’Asia Minore e della Siria, perché in questa regione l’olivo selvatico spontaneo è ab antiquo comunissimo, formando delle vere foreste sulla costa meridionale dell’Asia Minore. Appartiene alla famiglia delle Oleaceae e al genere olea.

L’ulivo è un albero latifoglie sempreverde, la cui attività vegetativa è pressoché continua, con attenuazione nel periodo invernale. Ha crescita lenta ed è molto longevo: in condizioni climatiche favorevoli può diventare millenario e arrivare ad altezze di 15-20 metri.
La pianta comincia a fruttificare dopo 3-4 anni dall’impianto, inizia la piena produttività dopo 9-10 anni e la maturità è raggiunta dopo i 50 anni; a differenza della maggiore parte di altre piante, la produzione dei frutti non diminuisce con alberi vetusti, infatti nel meridione si trovano oliveti secolari. Le radici, per lo più di tipo avventizio, sono espanse e superficiali: in genere non si spingono oltre i 0,7-1 metro di profondità. Il fusto è cilindrico e contorto, con corteccia di colore grigio o grigio scuro e legno duro e pesante. Le foglie sono opposte, coriacee, semplici, intere, ellittico-lanceolate, con picciolo corto e margine intero.  Il fiore è ermafrodito, piccolo, con calice di 4 sepali e corolla di petali bianchi. I fiori sono raggruppati in numero di 10–15 in infiorescenze a grappolo, chiamate “mignole”, sono emessi all’ascella delle foglie dei rametti dell’anno precedente. Il frutto è una drupa globosa, ellissoidale o ovoidale, a volte asimmetrica. È formato da una parte “carnosa” (polpa) che contiene dell’olio e dal nocciolo legnoso e rugoso. Il peso del frutto varia tra 1–6 grammi secondo la specie, la tecnica colturale adottata e l’andamento climatico. Ottobre-dicembre è il periodo della raccolta, che dipende dalle coltivazioni e dall’uso che si deve fare: le cultivar “da olio” sono caratterizzate da un elevato contenuto in lipidi e da una buona resa in olio, il frutto è di dimensioni medie o piccole. Le cultivar “da mensa” invece hanno minor resa in olio ma sono più grandi e vengono vendute per l’uso diretto. La pianta ha una grande  capacità d’adattamento ed è in grado di resistere alla siccità anche quando si protrae per molti mesi.

ramo di olivo con infiorescenza
Un ramo dell’Olivo
con le infiorescenze

ramo di olivo con frutti
Un ramo dell’Olivo
con i frutti

I Greci diedero alla pianta il nome speciale di ἔλαια che i Latini tradussero in olea. I nomi “olivo” e “ulivo” derivano dal latino olīvum, da un ablativo olīvī, olīvō di oleum, a sua volta dal greco arcaico  ἔλαιϝον élaiwon e dal greco classico  ἔλαιον élaion  La forma “ulivo”, come anche “uliva”, è più frequente in Toscana, ma diffusa anche in altre parti d’Italia

I Greci cominciarono a coltivarlo in Aia Minore scoprendone le sue proprietà. Originario del Medio Oriente, l’olivo è diffuso in varie zone dell’Europa fra le quali l’Italia, la Grecia, la Francia e la Spagna.

L’olio di oliva e gli estratti delle foglie (ricche di polifenoli e flavonoidi) sono utilizzati in fitoterapia, omeopatia e cosmesi naturale come rimedi medicamentosi e trattamenti di bellezza. In cosmesi si utilizzano per sfruttarne le proprietà nutritive e l’alto concentrato di vitamina E ed A. Li ritroviamo in unguenti, saponi e altri prodotti per pelle e capelli.

Cenni storici. L’olivo è presente nella simbologia e nei miti fin dalla preistoria, oltre ad essere oggi emblema di pace, forza, trionfo e vittoria. E’ citato nel poema di Omero, era d’olivo il gigantesco tronco per mezzo del quale Polifemo venne accecato da Ulisse; e Ulisse costruì per sé e Penelope il letto nuziale scavandolo nel tronco di una possente pianta di olivo, simbolo di unione salda e duratura. Nell’antica Grecia era una pianta sacra alla dea Atena, che l’aveva diffusa tra gli uomini ed era simbolo di vittoria, nelle Olimpiadi ai vincitori venivano offerti una corona di olivo e un’ampolla di olio. Ma era anche l’attributo tipico della Pax Romana, personificata in una divinità e di Eirene la dea greca della pace. In ambito giudaico-cristiano, l’olivo è diventato il simbolo per eccellenza della pace sia in riferimento all’episodio del Vecchio Testamento della colomba di Noè che, dopo il diluvio, ritorna con un ramoscello della pianta nel becco, sia perché l’olivo, coltivato in tempo di pace, diventa un segno di prosperità.