ALOE VERA

aloe-vera-pianta

L’Aloe vera, Aloe barbadensis Miller, è una pianta appartenente alla famiglia aloeaceae che predilige climi caldi e secchi, originaria dell’Africa tropicale, è diffusa ormai anche negli altri continenti.  Il nome Aloe vera è stato utilizzato per la prima volta da Linneo. In Europa e Medio Oriente l’aloe vera viene coltivata.

È una pianta succulenta perenne a portamento arbustivo, alta sino a un metro. Le foglie sono disposte a ciuffo, hanno una lunghezza che varia tra i 40 e i 60 cm, presentano una cuticola molto spessa e sono carnose a causa degli abbondanti parenchimi acquiferi presenti al loro interno. Presentano spine solo lungo i lati. I fiori sono di colore giallo o rosso. E’ una pianta autosterile, si riproduce solo con l’impollinazione incrociata.

L’etimologia di questa parola non è molto chiara. Potrebbe derivare da una parola di origine orientale (araba probabilmente) che significa “amaro” o dal greco ” àls-alòs ” che significa “sale”, per ricordare il suo sapore amaro simile a quello dell’acqua di mare.

Originaria dell’Africa, l’Aloe vera si trova in Italia e in tanti Paesi dal clima mite, grazie alle sue capacità di adattarsi e di sopportare diverse condizioni climatiche. Il suo habitat naturale è nelle zone di mare.

L’aloe dal punto di vista chimico contiene tre grandi classi di componenti: gli zuccheri complessi, in particolare glucomannani, il gel trasparente interno con proprietà immuno-stimolanti; gli antrachinonj nella parte verde coriacea della foglia ad azione fortemente lassativa e poi svariate altre sostanze come sali minerali, vitamine, aminoacidi, acidi organici, fosfolipidi, enzimi, lignine e saponine.

L’aloe vera, usata fin dall’antichità, ha moltissime proprietà benefiche e indicazioni terapeutiche I molteplici effetti dell’aloe sembra siano dovuti al fatto che è in grado di agire sull’organismo in modo sinergico. A scopi terapeutici viene utilizzata soltanto la parte gelatinosa, sotto forma di succhi, estratti secchi e preparati dermatologici.

L’aloe è considerata la regina delle piante medicinali. Il suo campo di azione è vastissimo: stimolante biologico, depurativa, disintossicante, super nutriente, immunostimolante, antisettica e antinfiammatoria.
Favorisce anche la cicatrizzazione e svolge un’azione calmante e lenitiva sui tessuti infiammati, riducendone dolore e gonfiori. Si usa anche per curare punture di insetti, allergie da contatto, dermatosi, eczemi, eritemi, pruriti del cuoio capelluto, micosi e afte della bocca. Molte mamme lo usano per l’igiene e la cura dei loro neonati e dei bambini.

L’uso dell’aloe è molto antico, come testimoniato dal testo cuneiforme di alcune tavolette d’argilla ritrovate sul finire dell’Ottocento da un gruppo di archeologi nella città mesopotamica di Nippur, nei pressi di Bagdad Iraq e databili attorno al 2000 a.C. Nel testo si legge: «… le foglie assomigliavano a foderi di coltelli». L’aloe era nota e utilizzata anche presso gli egizi (es. citata nel “papiro Ebers” del 1550 a.C.) per i preparati per l’imbalsamazione (da qui “pianta dell’immortalità”) o per la cura e l’igiene del corpo o come cicatrizzante nonché citata svariate volte nella Bibbia (es Giovanni 19:39: «…e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre») quale pianta aromatica o per la preparazione degli unguenti prima della sepoltura. Dioscoride e Plinio il Vecchio descrivevano gli usi terapeutici del succo di Aloe in caso di dolori addominali, stipsi, mal di testa, insonnia, irritazioni della pelle e del cavo orale. Nel Milione, Marco Polo descrive la diffusione di questa pianta nell’Impero cinese per poi arrivare in estremo Oriente. Cristoforo Colombo annota nel suo diario che si deve avere sempre a bordo “il medicinale in vaso” (Aloe vera appunto). In Giappone, alla pianta è associato un ideogramma che, tradotto letteralmente, vuol dire “non serve il dottore”.